Lodi e il Lavoro. Analisi del miglioramento non decollato. E’ impossibile il mantenimento della condizione attuale.

L’occasione per esprimere quanto emerge dall’ analisi del mercato del lavoro sul territorio mi viene concessa dall’Invito al dibattito organizzato dalla CGIL- CISL e UIL a Lodi per i festeggiamenti del Primo Maggio.

Al di là di quelle che potrebbero essere le frasi di circostanza, io proseguo diretto sulla riflessione chiara e puntuale dei dati, elemento che considero alla base  di ogni proposta e azione che viene formulata dalla mia coalizione.

dibattito sul lavoro maggi

l’IRS (Istituto per ricerche sociali) nell’ultima pubblicazione con Unioncamere per il IV trimestre 2016 segnala come i recenti dati di flusso mostrino saldi dell’occupazione negativi e in peggioramento e, in controtendenza rispetto alla dinamica regionale, un aumento della CIG (cassa integrazione guadagni) che riguarda sia la componente ordinaria che straordinaria.

IMG-20170501-WA0021

Se ci addentriamo nei numeri scopriamo uno scenario spiazzante: nel IV trimestre 2016, la provincia di Lodi, insieme a Cremona, è quella in cui si registra un significativo aumento del ricorso alla Cassa Integrazione (+99,4%), in controtendenza con la riduzione regionale (-42,8%); aumentano marcatamente sia l’ordinaria  (+267,3% vs -46,7% regionale) che la straordinaria (+134,1% vs -39,5% regionale), mentre quella in deroga registra una tendenza in linea con quella regionale e si contrae del 67,9% (vs -52,1%).

IMG-20170501-WA0024

Ora, se in provincia di Lodi, la Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro mostra nel 2016 un tasso di occupazione pari al 67%, un valore moderatamente superiore al 66,2% regionale e in aumento dell 1,5% rispetto al 2015, ben capiamo che questa base è sostanziata da un uso (direi quasi abuso) degli ammortizzatori sociali e non certo determinata da un processo virtuoso di nuovi assetti produttivi / commerciali a cui riferirsi in termini di fiducia per una ripresa organica con base di sostanza.

E questo dato è pienamente riconducibile con altre analisi che emergono non solo dall’ IRS ma anche dal confronto incrociato con la formulazione ISTAT sulla Provincia e la Città di Lodi e da alcuni contenuti pubblicati dall’ufficio provinciale per le politiche del lavoro insieme alla camera di commercio di Lodi:  i dati sulle Comunicazioni Obbligatorie per il IV trimestre 2016, infatti, evidenziano marcate riduzioni sia degli avviamenti, pari a 6 mila unità (-10% vs -4% regionale) che delle cessazioni, pari a 7 mila movimenti (-11,2% vs -4,8% regionale); e anche se il saldo è in lieve miglioramento su base annua, rimane ancora in negativo di 987 unità.  Inoltre il tasso di avviamento sullo stock di occupati della provincia è pari al 5,5%, un valore più basso rispetto all’8,3% lombardo.

L’analisi IRS richiama pertanto all’attenzione quelle che sono le aspettative del comparto produttivo per Lodi e il suo territorio e segnala una controtendenza rispetto all’ottimismo nella possibilità di fare business a Lodi rispetto alle altre provincie- cito testualmente-  le prospettive degli imprenditori circa l’occupazione rimangono fortemente negative e in peggioramento nel commercio; in peggioramento le aspettative anche nel comparto industriale benché il saldo tra aspettative di aumento e diminuzione dell’occupazione sia nullo.

Correlata a questa macro-analisi ci tengo poi a segnalare un altro aspetto, fortemente correlato e che ci sta particolarmente a cuore, parlo dell’occupazione giovanile. Lodi vince la maglia nera a livello regionale per la fascia 15-29 anni. Riprendo infatti l’analisi sulla Forza Lavoro pubblicata dall’ISTAT e diffusa dalla Camera di Commercio di Lodi nell’ultimo Rapporto sull’economia Lodigiana pubblicato lo scorso anno:  il tasso di occupazione risulta particolarmente negativo, soprattuto per le fasce dei più giovani, rispetto all’anno precedente.  A Lodi il valore riferito alla fascia da 15-24 anni risulta del 43,49% (era 38,66% nel 2013). Nella fascia d’età più ampia, 15-29 anni, i dati pur essendo peggiorativi rispetto al 2013, risultano più contenuti ma pur sempre con un aumento in negativo, a Lodi si passa infatti da 22,2% a 25,0%, rispetto alla media lombarda che scende da 20,1% a 20,3% .

Lungi dal voler apparire come il candidato della critica “de-costruttiva”, ritengo però che una lucida definizione di quella che chiamerei una “stabilizzazione senza sostanza” (i dati economici generali del territorio sono leggermente in miglioramento rispetto al 2014) sia necessaria per riportare entro i confini della coerenza la prospettiva di definizione del tema “lavoro a Lodi”, che potrebbe avvicinarsi, nel confronto politico contingente, alla conclusione affrettata e pressapochista di neo-rinascimento grazie alla conduzione amministrativa in essere fino al commissariamento.

valori comunicazioni obbligatorie

Riteniamo che l’economia del territorio debba essere rafforzata da investimenti reali, da un convinto ottimismo e fiducia sulle potenzialità del territorio e dei suoi lavoratori nel contribuire a un beneficio per gli investimenti e da un sostanziale rilancio dell’impiego con prospettiva di crescita, soprattutto per i giovani, e per le nuove competenze in grado, nel lungo termine, di fare la differenza anche nei termini di economia di scala.

Non ultimo il ruolo di una pubblica amministrazione che sappia garantire standard di valorizzazione degli investimenti partendo dalla dovuta attenzione che anche il settore non manifatturiero richiede. Lodi ha infatti una base economica di grande sostanza nel commercio al dettaglio e nei servizi ma anche nell’edilizia. Ritengo che su queste categorie, spesso escluse dagli ammortizzatori sociali, poco si sia fatto e molto si sia complicato.

Non dimentichiamo però una constatazione di base che determina anche l’azione della mia coalizione. E’ l’impresa che crea il lavoro e non il politico. Spesso l’assistenzialismo sul tema politiche del lavoro ha legittimato un’azione non funzionale della pubblica amministrazione che ha invaso e burocratizzato troppo l’azione degli imprenditori. L’intervento del Comune deve limitarsi a favorire il coinvolgimento di nuove competenze che permettano a un Ufficio Bandi,  selezionato attraverso concorso e che si finanzi con una quota sul successo determinata dal fondo acquisito e dal posizionamento nelle graduatorie, di occuparsi con risultati efficienti dell’ottenimento di liquidità che siano di sostegno a politiche infrastrutturali e urbanistiche in grado di creare la cornice di valore per assicurare investimenti e portare in attivo la bilancia degli avvii commerciali.

La scommessa per Lodi deve essere giocata sul cambiamento e nostro il programma   darà contenuto a questa prospettiva, ormai necessaria, con azioni che sapranno valorizzare il tema del lavoro.

Lorenzo Maggi

candidato sindaco – coalizione civica Maggi per Lodi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...